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Mangiarsi le unghie e ricostruzione.

Mangiarsi le unghie e ricostruzione.

Il termine Onicofagia, all'apparenza astruso, deriva dal greco (onyx = unghia e phagheiin = mangiare) e indica un disturbo (a volte una vera e propria patologia) di cui soffre il 5% della popolazione italiana.


Di onicofagia sono affette tendenzialmente persone ansiose e stressate, ma è un comportamento che si manifesta sin dalla più tenera età e che si protrare di frequente anche nell’età adulta.


In alcuni casi, quelli più gravi, viene compromesso addirittura il letto dell’unghia, la parte cioè dove poggia la lamina ungueale, il cui compito è produrre la lamina cornea dell’unghia.


Molte donne in questi casi ricorrono all’estetista sia per poter sfoggiare mani curate, sia per permettere intanto all’unghia, sotto la ricostruzione, di crescere e di fortificarsi..almeno fino al prossimo attacco (!)


La ricostruzione viene effettuata con una tecnica detta ponte che può utilizzare sia il metodo acrilico che quello gel. In quest’ultima ipotesi, nel caso di utilizzo di gel monofasico, si procede preparando l’unghia naturale, eliminando le cuticole in eccesso, si opacizza l’unghia e si applica il prodotto preparatorio detto primer, lasciandolo ad asciugare all’aria.


Si applica poi il gel monofasico trasparente su ciò che rimane dell’unghia, ma anche su quella parte di pelle priva di unghia e che poi infatti fungerà da ponte per la ricostruzione.


Si crea dunque un margine libero di cui l’unghia onicofagia è priva. Si catalizza il gel in lampada UV e si solleva delicatamente la parte di gel indurito sotto cui si applicherà la cartina.


La cartina verrà modellata correttamente nella foggia desiderata e verrà infine applicata su di essa un altro gel monofascico, di consistenza più densa della lunghezza che si ritiene più opportuna che verrà poi catalizzato nuovamente in lampada uv.


Appena uscito dalla lampada il gel verrà nuovamente plasmato per dare una forma il più possibile naturale all’unghia.


Queste le fasi principali della ricostruzione a ponte, cui seguiranno la sgrassatura e l’eventuale colore e che risultano molto utili nei casi in cui la coazione a ripetere il comportamento dannoso nei confronti dell’unghia provochi danni irreparabili alla stessa.


La ricostruzione, che deve sempre essere effettuata con prodotti di alta qualità, in questi casi non si contraddistingue solo come attività puramente estetica, ma può essere considerata un valido supporto “psicologico” per chi soffre di questo disturbo.

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